Omelie

Visita Pastorale a San Giacomo – 12 marzo 2017

Inserito in: Omelie | 15 marzo 2017

+ Giampaolo Crepaldi

Carissimi fratelli e sorelle,

1. Sono particolarmente lieto di essere qui nella comunità cristiana di San Giacomo in occasione della Visita pastorale, per condividere con voi la fede in Gesù che è venuto in terra per rivelarci il grande cuore del suo e nostro Padre celeste. In questi giorni, con il vostro parroco e gli altri sacerdoti, ho avuto la grazia di incontrare molte persone: bambini, anziani, ammalati, famiglie, catechisti, realtà educative e altre di valore sociale e di promozione umana, e di verificare il fervore e l’impegno di tutta la comunità cristiana nel testimoniare il Vangelo del Signore Gesù. Di tutto questo ringrazio il Signore, mentre vi incoraggio ad andare avanti con fiducia nella Provvidenza del Signore, a continuare ad essere una fervorosa comunità di fede, di speranza e di carità cristiane per tutti gli abitanti del vostro quartiere di San Giacomo. La vergine Maria vi aiuterà e vi accompagnerà con la sua materna protezione.

2. Carissimi fratelli e sorelle, il Vangelo di questa seconda domenica di Quaresima ci invita a riflettere sull’episodio della Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor. Narra l’Evangelista Matteo che quella esperienza particolare di Gesù avvenne sei giorni dopo il primo annuncio della sua prossima Passione. In quella circostanza, Gesù si manifestò come il Messia sofferente, come Colui che era venuto nel mondo a morire per la salvezza dell’umanità. Quella rivelazione però non rispondeva alle attese degli ebrei che si aspettavano un Messia glorioso e neppure alle attese degli Apostoli. In questi ultimi produsse anzi sgomento e scoraggiamento. Allo scopo di incoraggiarli, il Signore Gesù portò sul monte Tabor Pietro, Giacomo e Giovanni e lì si trasfigurò davanti a loro: «Il suo volto brillò come il sole – racconta il Vangelo – e le sue vesti divennero candide come la luce» (Mt 17,2). Il Signore mostrò ai tre Apostoli lo splendore della sua divinità. Dovette essere un’esperienza così straordinaria e beatificante da indurre Pietro, a nome degli altri, ad esprimere il desiderio di voler rimanere per sempre sul monte a contemplare Dio.

3. Carissimi fratelli e sorelle, la trasfigurazione di Gesù ci richiama il significato della Quaresima, tempo di preghiera e penitenza. Gesù abbandona la città e sale sul monte Tabor per pregare il Padre celeste. Come Gesù anche noi, in questo tempo di Quaresima, abbiamo bisogno di salire il nostro monte Tabor per pregare, incontrare e conoscere Dio Padre. Per pregare bene, infatti, dobbiamo staccare il nostro cuore dagli interessi materiali. Ecco il monte Tabor: distaccarci dalle cose materiali per poterci incontrare con Dio e godere così dei frutti della preghiera che sono l’incontro e la manifestazione di Dio e la conoscenza sempre più profonda di Lui.

4. Carissimi fratelli e sorelle, una volta che gustiamo la preghiera, può succedere anche a noi ciò che è accaduto per l’Apostolo Pietro: Signore restiamo sempre qui! È bello stare con te! Non vogliamo più lasciarti! Padre Pellegrino Funicelli, che fu assistente personale di Padre Pio, ha raccontato di averlo a lungo “spiato” di giorno e di notte, un po’ dappertutto, sino alla sua morte. Scrisse: «Ebbene, non l’ho mai sorpreso ad oziare: non soltanto pregava sempre, ma quando credeva di essere solo pregava con una concentrazione tale che sembrava in contatto diretto con la Divinità. In pubblico, invece, per non distinguersi, si uniformava allo stile e al ritmo della comunità». E quanto Padre Pio ritenesse vitale la preghiera anche per i suoi figli spirituali lo documenta una testimonianza della signorina Clementina Belloni: «In una confessione, Padre Pio mi accusò di aver rubato. Sorpresa, negai. Il Padre continuò: “Hai rubato il tempo a nostro Signore”. E infatti il giorno precedente avevo mancato al dovere della preghiera». Carissimi, Proponiamoci dunque di pregare di più e meglio, ossia di pregare rinunciando a tutte le occasioni di distrazione. Solo così la nostra preghiera sarà più efficace e ci attirerà grazia sovrabbondante dal Signore. Vi affido alla Vergine Maria, nostra Madre celeste: sarà Lei che ci accompagnerà sul nostro Monte Tabor a incontrare, con il Figlio suo Gesù, il Padre nostro.

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