Seconda congregazione generale

Visualizza la galleria fotografica

Scarica i documenti riservati

Nonostante la perplessità dovuta alla bufera di neve della sera precedente e le varie assenze provocate dall’influenza, la cattedrale di san Giusto si è riempita di un gran numero di Sinodali per la seconda congregazione generale.

Totalmente dedicato alla consegna delle bozze dei primi quattro documenti, l’incontro è iniziato con l’intronizzazione del Vangelo, emblematico e suggestivo rito che ricorda la particolarissima natura della Chiesa.
Dopo un ampio tempo dedicato alla preghiera dell’Ora Media, i Sinodali hanno ascoltato le quattro presentazioni delle bozze da parte dei coordinatori delle commissioni. Il lavoro compiuto in questi pochi mesi è stato davvero ricchissimo e molto ampio. I relatori hanno sottolineato unanimemente che vi è stata passione e grande senso del dovere in tutti: non era, infatti, facile elaborare dei testi su tematiche così ampie e complesse.
Desidero sottolineare anche il gesto di abnegazione che le stesse commissioni compiono all’interno della logica sinodale: i testi, infatti, vengono consegnati all’assemblea perché ognuno commenti, suggerisca, modifichi. I testi finali, infatti, non saranno i testi consegnati: si svilupperanno a partire da questa prima gestazione, ma non ne saranno la semplice ripetizione.
Sta qui la bellezza e la fatica di un Sinodo: si gettano le basi, ma non si sa dove si vada a finire, ossia le conclusioni non stanno semplicemente nelle premesse. La stessa scelta che a redigere le bozze non siano degli esperti ma i sinodali si colloca proprio in questa direzione. E’ inevitabile che questa decisione comporti un lavoro più faticoso per tutti. I frutti, tuttavia, non
tarderanno.
Dalla seconda congregazione generale, quindi, giunge l’appello ad ascoltare per sapersi reinventare. Si tratta dell’ascolto della voce dello Spirito e nel contempo della voce del fratello e della sorella. Non a caso, il Vescovo ha esortato i presenti a studiare i documenti in un contesto di preghiera, luogo proprio del discernimento cristiano.
Dopo la presentazione dei testi alcuni sinodali sono intervenuti con delle sottolineature legate alla propria sensibilità. Anche questo è servito per rodare un meccanismo complesso come quello dell’intervento in assemblea. Ogni sinodale – che ha diritto a prendere la parola – è chiamato ad esporre all’assise il suo pensiero in tre minuti, compiendo così la fatica della sintesi.
L’assemblea, riscaldatasi spiritualmente anche grazie al sostegno nella preghiera delle Monache benedettine che hanno accompagnato l’incontro, ha fatto ritorno alla ferialità con l’impegno di dedicare le prossime settimane allo studio e alla preghiera.

via Cavana, 16 - 34124 Trieste - tel. 040 318 5411 - e-mail diocesi@diocesi.trieste.it - c.f./p.iva 90034770322 - Cookie policy