Grande accoglienza a Regina Pacis.

Visita a Regina Pacis

Nel fine settimana del 27-29 ottobre il Vescovo Mons. Crepaldi ha visitato la parrocchia Maria Regina Pacis situata nella parte alta di via Commerciale. È questa una realtà parrocchiale vivace soprattutto per il gran numero di famiglie giovani e di ragazzi che frequentano le attività proposte, specialmente i gruppi in preparazione ai sacramenti.

La scuola primaria Vittorio Longo

La visita è iniziata il venerdì nel primo pomeriggio con l’incontro con alcuni tra i ragazzi, gli insegnanti e i genitori della scuola primaria intitolata a Vittorio Longo, che frequentava la “chiesetta” di Regina Pacis, un professore universitario, mancato in giovane età nel 1983, un testimone di fede e di impegno nella professione, cui è intitolato, fra l’altro, il Centro Universitario Etica e Scienza. I ragazzi della scuola avevano preparato alcune bandierine con lo stemma del Vescovo da loro disegnato e colorato. Una bella occasione che ha dato a sua Eccellenza l’opportunità di ricordare più tardi ad alcuni tra i genitori e i catechisti, a margine dell’incontro svoltosi nella mattinata di sabato, il senso dello stemma stesso. Esso riporta il motto del Vescovo “Fructus Iustitiae in Pace (Gc 3,18)” che ricorda la parola dell’Apostolo che afferma che “il frutto della giustizia è seminato nella pace per coloro che fanno opera di pace”. Esso ben esprime il magistero del Vescovo Giampaolo nella sua opera tra noi.

Il valore degli anziani infermi

Il venerdì pomeriggio il Vescovo si è poi recato in visita ad alcuni anziani infermi della parrocchia, veri testimoni di come la fede possa accompagnare e sostenere il cammino della vita anche nei momenti più dolorosi. Nelle parole del parroco, don Antonio Bortuzzo, espresse durante l’incontro con il Consiglio pastorale e con il Consiglio degli Affari Economici della Parrocchia, una di essi è stata per lui l’esempio vivente di come il Signore operi nel sacramento dell’Unzione degli Infermi, in grado di far affrontare nella fede le prove della sofferenza.

Catechesi: educazione alla fede

La mattinata di sabato è stata dedicata all’incontro con i ragazzi dei gruppi in preparazione ai sacramenti, ai loro genitori, educatori e catechisti. Nell’incontro con i genitori il Vescovo ha ricordato inizialmente la bellezza di condividere la fede con una comunità cristiana che possa sostenere ognuno di noi nei vari momenti della vita, dalla fanciullezza sino alla sofferenza e al dolore. La sua visita è dedicata proprio a confermare ognuno dei parrocchiani nella fede, grazie al collegamento che il Vescovo garantisce con il Signore nella Tradizione apostolica. L’incontro si è poi decisamente rivolto all’importanza della responsabilità a 360 gradi della famiglia nella formazione dei propri figli. Una responsabilità che si allarga anche e fortemente alla dimensione della fede. Come si educa alla fede? Non tanto e non principalmente, ha ricordato il Vescovo, tramite molti discorsi o delegando la formazione religiosa alla parrocchia, ma primariamente tramite la testimonianza della propria vita di fede vissuta concretamente nella propria casa. Il discorso si è poi allargato alla realtà e alle problematiche dell’accompagnamento dei giovani alla fede, nell’età successiva a quella dedicata alla preparazione ai Sacramenti, anche in occasione dell’impegno della Diocesi in preparazione al Sinodo sui “Giovani, la fede e il Discernimento vocazionale”. È questo un vero snodo odierno della pastorale della Chiesa. L’apostasia silenziosa di molti dei nostri ragazzi ci deve interrogare profondamente. Il discorso si è incentrato sull’importanza di offrire ai giovani sia occasioni di incontro, ad esempio favorendo la formazione di oratori parrocchiali, sia sulla necessità che vi siano figure adulte che possano dedicare anche parte del loro tempo per loro. La vita frenetica e spesso individualistica della nostra società non sia ostacolo al donare anche quel poco tempo disponibile alla comunità parrocchiale. Le famiglie siano allora sempre più protagoniste della vita della parrocchia. Il futuro della parrocchia passa dalla famiglia. La chiesa è realmente e profondamente, come ricorda papa Francesco, una “famiglia di famiglie”. Entrare in questa ottica di gratuità fa davvero imparare che donare agli altri permette di crescere. Imparare a prendersi cura gli uni degli altri, i mariti delle mogli, i genitori dei figli, i nipoti dei nonni, fa crescere l’amore vicendevole e costruisce realmente la comunità cristiana. Anche solo una preghiera per la propria parrocchia, ma custodendo i singoli volti dei propri fratelli la fa crescere verso il Signore.

Mani aperte per abbracciare

Il Vescovo ha poi incontrato i ragazzi e i loro educatori che avevano preparato per lui un breve canto animato. Da esso Mons. Crepaldi ha tratto gli spunti per rivolgere loro qualche breve pensiero. “Prendi le mie mani! Fanne vita! Fanne amore!” Le mani possono essere usate per sferrare un ceffone o per aprirsi all’abbraccio per chi è solo! “Cuore! Prendi questo mio cuore fa che si apra al mondo!!”.
Sia la vostra vita piena di amore per il Signore e per i fratelli per una vita piena di pace, come ben si legge nel sagrato della parrocchia “Maria Regina Pacis”, è stato l’augurio finale del Vescovo!

Chiesa nel rione

L’incontro con il Consiglio Pastorale e con il Consiglio degli Affari Economici della parrocchia ha dato modo di estendere la riflessione sulla realtà sociale e religiosa della parrocchia. Vivere in un rione privo di realtà di aggregazione, fossero solo anche quelle del piccolo commercio, fa ricordare come la Chiesa invece debba essere sempre attenta alle persone. Essa le chiama sempre per nome, ad esempio nei Sacramenti del Battesimo e della Confermazione, segno che dobbiamo sempre come comunità cristiana tenere presenti i nomi e i volti concreti delle persone, nel loro valore sociale, culturale e pastorale. Di fronte ad una società che spersonalizza, la Chiesa continua ad affermare il valore della persona. Che ognuno quindi in parrocchia possa sentirsi accolto e trovarsi bene per quello che è e sa fare e può donare. L’analisi si è infine estesa sulle prospettive pastorali della parrocchia e sull’esigenza di curare sempre maggiormente i giovani nell’età del “Post-Cresima” anche tramite la possibilità di offrire loro qualche spazio aggregativo, di cui non solo la parrocchia ma l’intero rione è carente.

La Confermazione

Nella S. Messa vespertina di sabato il Vescovo ha poi conferito il sacramento della Confermazione a sette ragazzi della parrocchia. Nell’omelia il Vescovo ha ricordato come tale celebrazione fosse il momento centrale della visita pastorale. Il dono dello Spirito viene a sugellare il rapporto personalissimo che il Signore instaura con ognuno di noi. Un rapporto personale ma non individualistico; un dono da vivere all’interno di una comunità cristiana fraterna in cui condividere la stessa fede, la stessa speranza, la stessa carità. Nella Cresima, lo stesso Spirito che ha animato il Signore, le Sue azioni, le Sue parole viene ad abitare in mezzo a noi, ci vuole fare simili a Lui. Lasciate quindi che lo Spirito agisca nella vita di ogni giorno. Lo Spirito ci dona la forza di seguire il Vangelo e di testimoniare con la vita la nostra fede, rendendo possibile continuare la presenza del Signore e la sua opera nel mondo. Allo stesso modo bisogna però combattere gli altri spiriti, lo spirito del male, del peccato, della violenza che vogliono prendere possesso del nostro cuore e rovinano la vita nostra e dei nostri cari. Fare memoria del dono dello Spirito ricevuto sia allora l’occasione per farGli nuovamente posto nel cuore, sull’esempio di Maria. Esso riempie la nostra vita e dona pace al cuore, luce alla mente e forza per affrontare con gioia le difficoltà della vita.

La consacrazione

La S.Messa serale si è conclusa significativamente con la consacrazione della parrocchia a Maria e al Suo Cuore immacolato al termine del mese mariano in occasione del centenario delle apparizioni della Vergine a Fatima. Un’occasione provvidenziale che la ricorrenza fosse celebrata nel momento della visita pastorale del Vescovo ad una parrocchia “mariana”!

Domenica con il Vescovo

Nella mattinata di domenica il Vescovo ha partecipato alle due S. Messe della parrocchia. Nell’omelia il Vescovo ha significativamente ricordato i momenti salienti della visita e la sua gratitudine nell’aver vissuto in mezzo alla comunità cristiana di Regina Pacis.
Dopo aver invitato la parrocchia a ringraziare per l’opera preziosa e solerte del parroco, uomo prezioso per la parrocchia e per la Diocesi, ha ricordato i momenti della preghiera chiesta dai ragazzi della scuola Longo per la loro compagna vittima di un incidente stradale e dell’incontro con gli anziani ammalati. La fede nel Vangelo illumina ogni aspetto della vita e la comunità cristiana non può rimanere isolata dal territorio in cui vive.
Il Vescovo ha poi spronato tutti a vivere una vera carità, una carità che si esprime anche nel donare tempo e affetto a chi vive solo e rischia di cadere nella disperazione. Il ricordo degli incontri con i genitori e con i consigli parrocchiali è stata poi l’occasione per invitare nuovamente tutti alla corresponsabilità con il parroco nella cura della vita della parrocchia!
La conclusione della Visita pastorale con la celebrazione dell’Eucaristia ha dato poi occasione al Vescovo per ricordare a tutti che solo attorno all’altare della Parola e del Pane di Vita si costruisce una vera comunità cristiana. Sia il Signore il centro attorno a cui far ruotare ogni aspetto della vita di ognuno!

Sotto la protezione di Maria

Il compito arduo e bellissimo che il Vescovo ha assegnato alla parrocchia Maria Regina Pacis sia posto sotto la protezione di Maria, lei davvero ha accolto lo Spirito e gli è stata docile ancella! Sotto il suo aiuto e la sua protezione la nostra vita cresca in pienezza nella pace verso l’incontro definitivo con il Signore!

Francesco Longo

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