“Il dialogo con il mondo del lavoro”: Il Vescovo alla Ferriera.

Vescovo in ferriera

«Il perno su cui deve poggiare il futuro della Ferriera è il dialogo». Così il Vescovo Crepaldi, in visita ai lavoratori degli stabilimenti servolani, ha avvertito tutti sulla necessità di una mediazione fra i molti interessi in conflitto.

Nell’ambito della visita pastorale alla parrocchia di Servola, il Vescovo ha voluto conoscere più da vicino, nonché portare il suo sostegno e la sua benedizione, a tutti i lavoratori dello stabilimento.

Il Vescovo ha visitato le varie zone dell’impianto: l’area a caldo, la banchina e il nuovo laminatoio, intrattenendosi fraternamente con i vari operatori al lavoro. Proprio nel più recente laminatoio a freddo, alla presenza di molti operai e le loro famiglie, il Vescovo Crepaldi ha impartito la benedizione ed ha ricevuto in dono dai lavoratori un crocifisso in ghisa, che Mons. Crepaldi ha detto posizionerà sulla sua scrivania per ricordarsi dei più di 500 operai della Ferriera. «La chiesa non è fuori dai cancelli» ha detto il responsabile del laminatoio, che ha aggiunto: «Oggi ha timbrato il cartellino d’entrata con noi e speriamo non timbri mai quello d’uscita».

Molto significativi i momenti di confronto a margine della visita allo stabilimento. Il Vescovo ha incontrato privatamente il proprietario di Siderurgica Triestina Giovanni Arvedi e, successivamente, i rappresentanti dei sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Failms e Uilm, i quali hanno espresso la loro preoccupazione per il clima di ostilità che si è creato contro i lavoratori. «Abbiamo subito delle manifestazioni contro di noi» spiega un rappresentante, «non si possono contrapporre lavoratori e cittadini. Viviamo un dramma e speriamo di riallacciare un rapporto sereno con la città». «Voglio farvi sentire la mia vicinanza» ha risposto il Vescovo, «sono cambiate molte cose nella ferriera anche grazie ai sindacati. Continuate col dialogo pacato e costruttivo».

Dopo aver attentamente ascoltato le varie realtà che si muovono all’interno della Ferriera, il Vescovo ha voluto incontrare anche i rappresentanti dei comitati cittadini Fare Ambiente, No Smog e Comitato 5 dicembre, i quali hanno ben esposto tutte le preoccupazioni relative all’inquinamento. Un resoconto molto triste ed esasperato quello dei servolani e non, che sentono di ammalarsi ogni giorno, guardando impotenti il fumo che esce così vicino alle proprie case. Odori e rumori molestissimi oltre alla ben più insalubre polvere ferrosa che trovano puntualmente sul davanzale. Ne fanno dono di un sacchetto al Vescovo, insieme ad un dossier sui danni alla salute provocati dalle polveri dei metalli pesanti e a molte immagini sui fumi emessi dallo stabilimento.

«Ci sentiamo presi in giro, combattiamo da anni per la nostra salute e le istituzioni che dovrebbero difenderci ci sembra siano dalla parte di Arvedi. Il quotidiano locale lo difende e noi abbiamo ascoltato tante promesse mai mantenute. Noi non siamo contro i lavoratori dello stabilimento, vogliamo salvaguardare il loro diritto al lavoro, ma non possiamo continuare respirare queste schifezze che provocano tumori e malformazioni nei feti». Dopo aver ascoltato tutti i rappresentanti molto attentamente, il Vescovo ha voluto anche a loro far sentire la propria vicinanza e il proprio invito ad una risoluzione frutto di un dialogo profondo.

«La questione è molto seria» ha detto Mons. Crepaldi «è a rischio la dignità della persona, che è poggiata sulla salute e sul lavoro. Questi due elementi devono essere salvaguardati e non in conflitto. È necessario trovare dei tempi e degli strumenti giuridici adeguati per risolvere questa situazione. Se è vero che il nuovo laminatoio è all’avanguardia e molto interessante dal punto di vista tecnologico e dell’occupazione, è anche vero che un’aria a caldo così vicino ai palazzi non può stare in piedi». Il Vescovo ha poi spiegato come in mattinata, lo stesso Cavalier Arvedi lo avesse rassicurato sulla sua seria intenzione di salvaguardare la salute dei cittadini, nonché su come sia in progetto il ricollocamento in azienda degli operai dell’area a caldo, sulla strada di un ridimensionamento dell’attività maggiormente inquinante.

Riccardo Morello

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