Il Vescovo per tre giorni a San Marco: incontro tra il Pastore e il suo gregge

Non è certamente facile racchiudere in poche righe un’esperienza intensa come la visita pastorale del nostro Vescovo Giampaolo alla Parrocchia di San Marco evangelista (Via dei Modiano 1/1), che si è svolta venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 maggio. Una visita pastorale, infatti, è più che la somma degli eventi, delle preghiere, delle celebrazioni, degli incontri che la caratterizzano. E’ un incontro umano e spirituale di persone e di credenti, reso possibile grazie allo Spirito santo: quindi i significati profondi restano nei cuori e sono spesso insondabili.

Di certo è stato un momento molto forte. Personalmente mi ha impressionato una cosa: il tempo molto abbondante che il Vescovo ci ha riservato. Con tutto quanto ha da fare un pastore, sentirsi parte di un regalo così profondo come tre giornate di vita fa comprendere a tutti di essere amati e benvoluti. Inoltre qualcuno della comunità ha fatto notare che traspariva del Vescovo la “voglia di stare qui”. Non era qui per adempiere un dovere, ma ci ha mostrato tutta la sua passione pastorale e umana nel voler passare proprio con noi questo fine settimana.

Ma come si sono svolti questi giorni? Certamente tutto è iniziato qualche mese fa. Come in altre parrocchie anche a San Marco visita pastorale ha significato il lavoro del Consiglio Pastorale e del Consiglio degli Affari economici sui cinque questionari approntati dalla Curia con le domande che aiutavano a fare una revisione della situazione della parrocchia dal punto di vista pastorale, economico, dei beni mobili e immobili.

E’ stato un lavoro di consapevolezza, anche perché la comunità di San Marco era reduce dal passaggio certamente bello ma faticoso dalla gestione dei Padri Sacramentini alla nuova gestione diocesana e quindi era necessario fare uno sforzo in più per fare memoria senza perdere i passaggi di una storia parrocchiale che affonda le sue radici nella fine degli anni settanta. Proprio quest’anno il 25 aprile, festa patronale di San Marco, abbiamo festeggiato il 25° anniversario della benedizione della nuova Chiesa Parrocchiale e quindi parliamo di una realtà abbastanza nuova dal punto di vista parrocchiale.

Dopo questo lavoro di scrittura dei testi è arrivato poi il 10 maggio, giorno in cui abbiamo ricevuto la visita dei “covisitatori” cioè quei sacerdoti che il Vescovo ha nominato per aiutarlo ad approfondire e verificare i vari aspetti amministrativi e giuridici di una visita pastorale nelle comunità. E’ stato un incontro cordiale e puntuale, che ha passato in rassegna vari ambiti che erano stati narrati proprio nei questionari che erano stati somministrati alcuni mesi prima ai Consigli pastorale ed economico. Infatti ogni visita pastorale del Vescovo ha un aspetto pastorale e un aspetto “amministrativo”, perché si possa verificare che ogni parrocchia “sia in regola” secondo le disposizioni del Diritto Canonico e dei Regolamenti diocesani.

E siamo giunti ai tre giorni veri e propri della visita del Vescovo. Venerdì 26 le tre giornate del Vescovo sono iniziate con la visita, alle ore 10.30, di uno dei luoghi simbolicamente più significativi della parrocchia: la “residenza Campanelle”, situata proprio accanto alla casa parrocchiale in via dei Modiano. E’ il Comune di Trieste che gestisce questa residenza protetta: la struttura è rivolta a persone con disabilità gravi e gravissime e ospita 30 persone. Annesso alla struttura residenziale, è presente il Centro diurno per persone con disabilità, che ha una capienza massima di 15 persone.
Il Vescovo ha potuto incontrare la dirigenza, il personale specializzato e, assistito anche dall’Assessore competente, si è intrattenuto per più di un’ora e mezzo a contatto con gli ospiti. Ha visitato con grande interesse la struttura facendo proprie le istanze, le fatiche, le gioie e le speranze di chi ogni giorno vive in questa casa, svolgendo un servizio prezioso alla città e alle famiglie di queste persone. Il Vescovo Giampaolo ha rivolto anche alcune parole di incoraggiamento a tutti, partendo dalla sua biografia personale e raccontando come l’esperienza della disabilità l’ha segnato proprio a partire dalle sue vicende familiari. Al termine della visita si è intrattenuto per un momento di aperitivo con le personalità intervenute, in casa parrocchiale, sottolineando il legame che esiste da sempre tra la parrocchia e la residenza protetta, in cui i sacerdoti hanno accesso non sono in occasione di alcune messe durante l’anno, ma anche nei rapporti informali che si stanno costruendo.

Il pranzo invece ha visto il secondo significativo momento della giornata: mons. Vescovo si è intrattenuto a tavola con le persone povere assistite ogni due settimane dal Gruppo Accoglienza-Caritas della parrocchia. Il gruppo “accoglienza” di San Marco è una realtà “storica” della parrocchia, nata proprio in concomitanza con l’inizio della realtà parrocchiale fondata dai Sacramentini. Ogni quindici giorni viene fornito un Centro di Ascolto dei bisogni delle persone del territorio e, in collegamento con la Caritas Diocesana, si cerca di ottemperare a queste emergenze. La prima domenica di ogni mese viene fatta una raccolta in parrocchia di alimenti, vestiti e offerte per i poveri e ogni seconda domenica del mese si svolge un mercatino a Muggia a beneficio ancora delle attività caritative della parrocchia. Il Vescovo a tavola ha incontrato coloro che usufruiscono di questi servizi, ma anche gli operatori stessi, incoraggiandoli a proseguire con sempre maggiore determinazione il proprio prezioso compito a servizio della comunità.

Nel tardo pomeriggio poi il Vescovo ha incontrato personalmente le quattro persone che compongono la nuova fraternità sacerdotale di San Marco: don Mattia, parroco di San Marco, don Francesco, suo collaboratore soprattutto nell’ambito della catechesi, don Domenico, sacerdote novello e cappellano all’Ospedale pediatrico Burlo e il Seminarista Adrian che è in attesa di ricevere l’ordinazione Diaconale il prossimo settembre. Sono stati incontri cordiali e molto paterni, di un Vescovo che ama e ascolta i suoi preti e sente che questo è il primo compito del suo ministero.

Alle ore 18.30 si è svolta poi la celebrazione eucaristica, come d’orario, presieduta dal Vescovo in cui si è fatto anche ricordo del XV di Ordinazione sacerdotale del parroco don Mattia. Dopo la messa, verso le ore 19.15 il Vescovo ha incontrato il nutrito Gruppo Catechisti dei ragazzi e degli adulti della parrocchia. San Marco si caratterizza perché da quasi una decina d’anni ha fatto proprio un progetto catechistico frutto di un’intuizione delle parrocchie del Decanato di San Giacomo che pensò di impostare una catechesi dell’iniziazione cristiana non rivolta solo ai ragazzi ma anche ai genitori, con incontri quindicinali paralleli sia per i ragazzi che per gli adulti. E’ di fatto quasi un’esperienza unica in Diocesi, certamente molto impegnativa, ma che coinvolge più di sessanta famiglie l’anno. Il Vescovo ha molto apprezzato lo sforzo di fare “catechesi familiare”, mostrando proprio come questa scelta sia un’opzione fondamentale che proprio il recente Sinodo Diocesano ha messo in campo come priorità che la Diocesi deve porsi nei prossimi anni. Nello stesso tempo ha condiviso le preoccupazioni e le fatiche di fare catechesi in un mondo in cui il modo di pensare e di vivere del Vangelo è messo in minoranza e messo sotto scacco da ideologie che nulla hanno a che fare con il bene dell’uomo.

Dopo questo appuntamento è venuto il momento dell’incontro con il gruppo adolescenti e giovani dell’Oratorio San Marco. Si è svolto in un clima informale e cordiale, attorno a una pizza condivisa insieme. Il Vescovo ha apprezzato molto questo modo di stare con i ragazzi e ha potuto intrecciare con loro un dialogo vero e schietto, senza alcun imbarazzo, ma mettendosi proprio nei panni di questi ragazzi e delle loro attese e speranze, bisogni e preoccupazioni.
Molti di questi ragazzi si impegnano lungo l’anno per alcune attività per i bambini e i ragazzi: il Carnevale e soprattutto il Grest estivo che coinvolge per tre settimane quasi un centinaio di famiglie ogni anno. Il Vescovo ha lodato questo impegno e ha chiesto loro di riflettere proprio sul fatto che “sporcandosi le mani per gli altri” si può diventare grandi crescendo nel cuore proprio con i valori del Vangelo. Li ha spronati a vivere non con uno sguardo autocentrato, ma con un cuore aperto e attento ai bisogni degli altri. Nello stesso tempo il Vescovo ha insistito sul valore dell’amicizia e del gruppo, ossia della bellezza di sperimentare legami veri e non solo “virtuali”, importanti per la crescita di ciascuno. E il gruppo dell’oratorio è un luogo importante per coltivare queste amicizie vere. L’incontro periodico, ogni venerdì sera, dà la possibilità di crescere in questi legami, che contano molto di più del tempo passato in chat o in internet.

La seconda giornata della visita pastorale, sabato 27 maggio, è iniziata molto presto con l’incontro del Vescovo con i cresimandi ragazzi e adulti, i loro genitori e padrini/madrine alle ore 9.45. Il Vescovo, dopo aver ricordato ai ragazzi l’importanza della Cresima e del sigillo dello Spirito Santo sulla loro vita, ha simpaticamente risposto alle tante domande anche molto personali che i ragazzi avevano fatto avere a lui nei giorni precedenti, tramite una lettera informale. E’ stata l’occasione per scoprire i tratti umani e molto quotidiani della storia di un Vescovo che affonda le sue radici nella sue prime esperienze familiari e dell’infanzia. I ragazzi hanno partecipato con grande attenzione all’incontro e, salutandosi, ci si è dati appuntamento al giorno successivo, quando il Vescovo avrebbe celebrato per loro la Confermazione.

Alle ore 10.30 il Vescovo si è poi intrattenuto con i componenti del Consiglio Pastorale Parrocchiale e del Consiglio degli Affari Economici. Entrambi i Consigli sono stati prorogati da don Mattia dopo il passaggio di consegne dei Sacramentini, per sottolineare la continuità del lavoro con la gestione precedente. Il Vescovo ha potuto affrontare con loro i nodi fondamentali della vita parrocchiale, soprattutto la condivisione della responsabilità nella gestione della parrocchia, lo sforzo di costruire una comunità unita attorno all’Eucarestia, l’attenzione alle giovani generazioni e l’attenzione a coloro che sono ai margini e sulla soglia e sono destinatari di un’attenzione “missionaria” da parte della comunità tutta.

Al termine dell’incontro è stato il tempo delle udienze private del Vescovo con alcune persone della comunità che avevano chiesto di poter parlare con lui. Il Vescovo ha regalato per loro più di un’ora nell’ascolto delle loro istanze e problematiche. Ha poi condiviso il pranzo nella Fraternità Sacerdotale.

Nel pomeriggio, alle ore 16.30, il Vescovo nel Salone dell’Oratorio ha incontrato insieme i tre gruppi ecclesiali che ruotano in Parrocchia San Marco: il gruppo “Rinnovamento nello Spirito Santo”, il movimento dei “Focolari” e la comunità Neocatecumenale. Cordialmente li ha ringraziati perché sono segno della ricchezza dello Spirito Santo nella chiesa di oggi e li ha invitati sempre più a sentirsi corresponsabili della parrocchia, non pensandosi solo “ospiti” della parrocchia, ma mettendosi a disposizione della costruzione di una vera “koinonìa” per il bene di tutti. Siamo tutti un’unica comunità cristiana, nonostante i differenti cammini o percorsi!

Alle ore 18.30 si è svolta poi la messa solenne di conclusione del cammino dell’anno catechistico che ha visto la partecipazione di vari ragazzi e famiglie del pre-cresima e del post-cresima e dai tre gruppi ecclesiali che avevano appena incontrato il Vescovo in Oratorio. La messa è stata animata dai due cori della parrocchia, quello “liturgico” e quello dei giovani. Al termine della messa, i ragazzi della prima comunione hanno intrattenuto il Vescovo e i fedeli, con una danza ebraica sul Salmo 15 e poi le persone hanno potuto incontrare il Vescovo che ha distribuito a ciascuno un’immagine-ricordo della visita pastorale.

Ma la serata ha riservato ancora il tempo di un breve incontro del Vescovo in chiesa con i genitori della Catechesi, che li ha invitati a “benedire” i propri figli con la parola e con la vita. In chiesa erano posti dei cartelloni con le fotografie di tutti i volti sorridenti di questi ragazzi e giovani che vivono nella comunità.

E poi tutti insieme in Oratorio, famiglie della catechesi, gruppi ecclesiali, persone della comunità, si è potuto condividere la cena. Ognuno ha portato qualcosa di cibo o bevande e si è messo tutto in mezzo. E’ stato bello vedere quel sabato sera l’Oratorio pieno di ragazzi e adulti che parlavano, sorridevano, giocavano, semplicemente contenti di essere lì, senza alcuna costrizione, senza alcuna formalità. E il Vescovo in mezzo ai ragazzi e alle famiglie, come un Pastore con il suo gregge, senza alcuna barriera, senza alcun timore reverenziale. Una bella immagine di Chiesa, un bel segno di speranza.

Domenica 28 maggio è stato il giorno conclusivo della visita pastorale: il Vescovo ha assistito alle messe delle 8.30 e delle 18.30, tracciando il bilancio della visita pastorale nelle sue Omelie. Ha ringraziato i fedeli per il clima familiare che aveva potuto respirare in quei giorni, ha sottolineato la reciproca fiducia e accoglienza e stima che esiste tra i sacerdoti e la comunità, e nello stesso tempo ha sottolineato le priorità che la parrocchia dovrà dare nei prossimi anni a se stessa, per vivere sempre più il Vangelo.

In particolare il Vescovo nelle sue Omelie ha voluto ribadire che il centro, il cuore di tutta l’attività pastorale deve essere l’Eucarestia. Proprio questo legame originario con i Sacramentini è il segno di questa attenzione costante che la comunità di San Marco deve mantenere. La celebrazione della Messa e l’Adorazione eucaristica quotidiana sono il punto di partenza necessario per poter “uscire” e andare in periferia. “Non si può andare fuori se non si ha nulla con sé, se non si è fatto esperienza del Signore”. Ecco perché è necessario partire e tornare costantemente all’unico centro che è l’Eucarestia, fonte di tutta la vita pastorale. Il Vescovo ha promesso poi una lettera che giungerà in settimana in comunità e che verrà letta il 4 giugno a tutte le messe.

Nella mattinata di Domenica 28 inoltre il Vescovo ha impartito il Sacramento della Confermazione a dieci ragazzi e adulti, in una bella celebrazione molto cordiale e partecipata e nel tardo pomeriggio, alle 18, ha presieduto il Vespro e la Benedizione eucaristica, come ringraziamento per i tre giorni della visita pastorale, dopo aver condiviso anche il pranzo di domenica con la Fraternità sacerdotale.

Questa è la cronaca di quei giorni. Come detto all’inizio dell’articolo non è possibile racchiudere la straordinaria ricchezza di un incontro di fede tra persone: i bilanci li può fare solo lo Spirito Santo, che guarda e scruta i desideri dei cuori e solo lui sa il bene che è stato seminato e che porterà frutto a suo tempo.

Certamente negli occhi di tutti è rimasto il sorriso di un Vescovo contento di stare in mezzo alla sua gente e la gioia della gente per il suo pastore.

Grazie Vescovo Giampaolo per questi giorni, che rimarranno nel cuore della nostra comunità di San Marco. Grazie perché ci siamo sentiti casa, comunità ecclesiale, quella chiesa conciliare che tanto desideriamo e che ogni giorno cerchiamo pazientemente di costruire, anche in mezzo alle difficoltà e al peccato.

Un grazie speciale a don Andrea Mosca, che, con grande pazienza, ha intessuto le fila di questa visita, non solo accompagnando il Vescovo, ma coordinando con i sacerdoti ogni piccolo aspetto dell’organizzazione delle giornate, perché tutto si svolgesse per il meglio. Un piccolo riconoscimento per questo umile ma prezioso servizio che sta svolgendo per la comunità diocesana, nonostante i mille impegni dovuti ai suoi incarichi pastorali già molto numerosi.

Grazie, infine, a tutte le persone della comunità di San Marco, che in vari modi, anche con i più umili servizi, hanno reso possibile la realizzazione di questa visita, dono di grazia per tutti.

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