Visita Pastorale a San Giacomo Apostolo

Si è conclusa Domenica la Visita pastorale dell’Arcivescovo Giampaolo alla prima parrocchia della nostra Diocesi quella di San Giacomo Apostolo.

La presenza dell’Arcivescovo nel territorio della parrocchia era iniziata nel pomeriggio di giovedì 9 marzo con la visita alla Microarea del quartiere “Vaticano” di via dell’Istria. Numerosi anziani hanno accolto il Vescovo in un clima festoso. C’è stato il tempo anche di incontrare una signora, quasi centenaria, che con grande emozione ha atteso l’arrivo del Vescovo ed è stata felicissima di poterlo incontrare.
La Microarea gestisce all’intero del quartiere una struttura composta da 3 appartamenti, ristrutturati dal Comune allo scopo di accogliere anziani con necessità di assistenza medica continua. In questa piccola abitazione risiedono due persone anziane allettate, mentre un membro della cooperativa si prende cura di loro 24 ore su 24. Due volte al giorno gli infermieri dell’ASL vengono per rinnovare le medicazioni e somministrare agli anziani ospiti le terapie.

L’Arcivescovo ha proseguito poi nella visita agli anziani e ai malati presso le loro case. Ha potuto così incontrare quelle persone che settimanalmente vengono raggiunte dai Ministri straordinari della comunione per ricevere l’Eucarestia. Tra queste una visita speciale è stata quella a don Antonio Canziani, sacerdote che per lunghi anni è stato di aiuto nella parrocchia di San Giacomo e che a causa di problemi di salute è al momento costretto a rimanere in casa.

Nel tardo pomeriggio di giovedì, nell’Oratorio della parrocchia, il Vescovo ha incontrato gli operatori della carità. La Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli, i membri della Comunità di Sant’Egidio ed alcuni altri volontari che si occupano delle persone anziane hanno salutato l’Arcivescovo e presentato a lui le loro attività. É stata l’occasione per conoscere le varie situazioni di povertà assistite dalla parrocchia: numerosi nuclei familiari ricevono settimanalmente la “borsa della spesa” e possono accedere al Centro di Ascolto e alla distribuzione del vestiario presso la San Vincenzo; alcuni anziani soli vengono riuniti in Oratorio per la preghiera assieme e per un momento conviviale e di amicizia o anche per bere un the e giocare a tombola. L’Arcivescovo ha ringraziato i presenti per lo spirito di collaborazione che anima le diverse realtà presenti e si è mostrato contento del fatto che gli anziani si ritrovino per pregare assieme, ricordando come dalla preghiera dipende tutta la vita cristiana, personale e comunitaria.

Alla sera il Vescovo ha avuto modo di incontrare il Consiglio pastorale parrocchiale e il Consiglio parrocchiale per gli affari economici ai quali ha affidato alcune attenzioni da avere nel guardare al futuro della parrocchia. Un’attenzione particolare alla trasmissione della fede alle giovani generazioni attraverso una cura speciale per il matrimonio e la famiglia; e una attenzione viva al “fronte della carità”, soprattutto dei più poveri e degli anziani. «Perché la carità senza la fede è solo filantropia e la fede senza carità è morta, non conta niente e non incide.» Davanti alle difficoltà che si presenteranno il Vescovo ha invitato tutti a contemplare il Crocifisso: «lì si spalancano le finestre su Dio, Dio che ha dato la sua vita per me e mi chiama a dare la mia vita per Lui e per gli altri. E così troverete nel cuore una pace e una forza che vi daranno speranza per affrontare tutte le difficoltà».
La giornata si è conclusa poi con la cena assieme a tutti i sacerdoti che fanno servizio in parrocchia in un clima cordiale e fraterno.

Venerdì alle 18 il Vescovo ha presieduto la preghiera della Via Crucis in chiesa per poi raggiungere i giovani in oratorio per la preghiera del Vespero ed un momento di incontro assieme. Provocato da una domanda di un ragazzo che gli chiedeva cosa fosse per lui l’autonomia, il Vescovo ha risposto con una riflessione sulla libertà e il suo valore, sottolineando che non si è liberi quando si fa ciò che si vuole, ma quando ci si assume la responsabilità della propria vita davanti a Dio, “di fronte al quale ciascuno di noi è unico ed irripetibile”. “La libertà non è libertà da, ma libertà per… Cercate il bene, costruite il bene. Confrontatevi anche con i vostri genitori. E io vi accompagnerò con la preghiera.”
Dopo una veloce cena assieme ai ragazzi il Vescovo ha proseguito la serie degli incontri previsti portando un saluto al gruppo delle coppie che si stanno preparando al matrimonio.

“Viva l’Amor, Viva la Vì, Viva la Companì!”; così si concludeva il canto con cui si è aperto, sabato mattina, l’incontro dell’Arcivescovo con i ragazzi della catechesi di Iniziazione cristiana ed i loro genitori. Riprendendo le parole appena ascoltate il Vescovo ha additato ai ragazzi Gesù, come la fonte di tutte e tre queste realtà: “Quando venite a catechismo, voi venite a conoscere il Signore e quando si conosce, si ama e si segue il Signore allora nella vita nascono e maturano tutte queste cose”. Si è poi rivolto ai genitori, ringraziandoli per aver scelto di far crescere i loro figli nell’orizzonte della fede, invitandoli però a non far mancare anche la loro testimonianza in un mondo che “dice spesso il contrario”. Ha perciò indicato ai genitori alcuni punti di riferimento: la messa domenicale, appuntamento settimanale da non mancare mai e la preghiera in famiglia. “Pregate attorno alla tavola, benedite i vostri figli, benedite vostro marito e vostra moglie. Dio non è un nemico, ma il più grande alleato nella crescita dei vostri figli.”

Nel primo pomeriggio si è svolto poi l’incontro con il mondo del lavoro. Gli aderenti al Circolo MCL di San Giacomo e gli esercenti del rione hanno raccontato al Vescovo le proprie gioie e difficoltà. L’Arcivescovo li ha salutati ricordando la sua esperienza da assistente delle Acli e sottolineando la vicinanza della Chiesa e del Vescovo alle problematiche dell’esperienza imprenditoriale e lavorativa, assicurando il suo ricordo e la sua preghiera.

È stata poi la volta dei catechisti, riunitisi in collegio per ascoltare la parola del Vescovo. Dopo un primo momento di presentazione del proprio servizio da parte di ciascun catechista, si è aperto un confronto sulla catechesi e le sue priorità e difficoltà al termine del quale monsignor Crepaldi ha evidenziato due attenzioni da custodire in riferimento alla trasmissione della fede. “Con i ragazzi è necessario fare alfabetizzazione alla fede, partire dall’ABC” ed ha raccomandato di non escludere del tutto la memorizzazione di alcune coordinate fondamentali, necessarie alla maturazione di una fede retta. Poi ha sottolineato il legame inscindibile tra catechesi e famiglia, legame da recuperare, valorizzare e custodire. Dopo aver presieduto la Santa Messa prefestiva l’Arcivescovo ha chiuso la giornata incontrando le famiglie della parrocchia per un momento di preghiera, confronto e convivialità.

Nella giornata di domenica il Vescovo è stato presente a tutte le Sante Messe. Presiedendo quella in lingua slovena ha portato il suo saluto ai fedeli presenti e rinnovato i suoi sentimenti di affetto per la comunità. Ha poi potuto amministrare anche il sacramento della Cresima a quattro ragazzi della parrocchia nella messa parrocchiale delle 10.30 e consegnare il Vangelo ai bambini del primo anno della catechesi

Ringraziando il Vescovo monsignor parroco, a nome della comunità tutta, gli ha fatto dono di un’icona ritraente il miracolo di Cana di Galilea. “Come Cristo Sposo porta il vino alle nozze, così il Vescovo, sposo della sua diocesi, la conduce all’incontro con il suo Signore” ha concluso il parroco, assicurando la preghiera di tutti per sostenere il Vescovo nel suo ministero.

“Con sorpresa” – commenta a caldo una parrocchiana – “dopo un primo momento di imbarazzo, si è rivelato un uomo semplice e alla mano”. “Ci ha ascoltati con pazienza, cercando di capire le nostre difficoltà e le situazioni in cui ci ritroviamo nel nostro servizio in parrocchia” – afferma una catechista – “le parole che più mi hanno colpita sono state quelle di vivo ringraziamento che il Vescovo ci ha rivolto”.
La semplicità e la familiarità con cui sono trascorsi questi brevi giorni, rimandano ai tratti sobri della fede cristiana che è vita di comunione. “La parrocchia è una rete di relazioni intessute di Vangelo. Un cosmo che si muove nel mondo e che semina il bene”. Queste parole del nostro Vescovo rimangano come sprone e punto di riferimento per il cammino che continua.

v.s.

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